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martedì 20 marzo 2012

Men in skirt


 Vivienne Westwood purse, Personal men's skirt, Zara Jacket, Alexander Mcqueen scarf, Leather Crown shoes modified, Topman shirt, Super Sunglasses.

Ciao a tutti,
come promesso eccovi un altro intervento con degli scatti fatti stamattina. L'argomento di cui volevo parlarvi oggi è complesso e sicuramente in futuro dedicherò altro tempo.
 Come tutti avrete notato indosso una gonna a portafoglio, un capo d'abbigliamento che -sbagliando- la maggior parte delle persone collega ad un pezzo femminile. In realtà è un capo che storicamente fa parte del guardaroba maschile. Nelle passerelle di Milano dedicate all'uomo del prossimo inverno si è guardato molto al passato mantenendo una classicità rinnovata. Parigi invece ha guardato ancora più indietro e si è poi proiettata al futuro: i protagonisti dell'argomento "uomo in gonna" sono stati Jean Paul Gaultier e Riccardo Tisci per Givenchy. Nei suoi 30 anni di lavoro nella moda Gaultier ha fatto della gonna per l'uomo la sua ragione creativa ma anche altri stilisti come Johji Yamamoto, Dries Van Noten, Rick Owens hanno spesso trattato l'argomento.
Ci sono state due mostre dedicate all'uomo in gonna: una all'Albert Museum di Londra nel 2002 intitolata Men in Skirt, e l'atra riproposta l'anno seguente al Metropolitan di New York con il titolo Bravehearts: Men in Skirt. Non manca qualche foto più attuale che tratta l'uomo in gonna. Le più popolari sono quelle di David Bowie, Robbie Williams, Jared Leto e addirittura David Beckham in kilt. Non c'è ancora però l'accettazione da parte della massa alla vista di un uomo in gonna difatti oggi ho suscitato qualche critica. Resta il fatto che rimane un capo che apparteneva e continua ad appartenere all'uomo e a popoli millenari ( come il kilt per gli Scozzesi )  che per fortuna qualche genio della moda rilancia traendo appunto sempre spunto dal passato poichè come continuo a ripetere tutto ritorna e si rinnova evolvendosi.



lunedì 5 marzo 2012

I lati positivi della pioggia


 1950's hat by Borsalino, Balenciaga clutch bag, trench by Frav, 2 bracelets by Hermes, creeper shoes by Prada, belt by Hermes, trousers by Zara, scarf by Alexander McQueen, vintage sunglasses.


Buonasera a tutti! 
La mia settimana è cominciata con una giornata universitaria un po' piovosa. Così stamattina ho tirato fuori dall'armadio un trench e un cappello per "proteggermi" dalla pioggerellina che è caduta per quasi tutta la giornata. 
Il cappello, interamente in cashmere, è della famosa maison Borsalino, nata nel 1857. Da piccolo negozio a conduzione familiare divenne una grande industria che produceva 750.000 pezzi annui. Un marchio famoso in tutto il mondo grazie anche ad Alain Delon e ai suoi film, ma anche a molti politici e uomini di cultura. La stessa azienda rimase – e rimane – da sempre leader nei copricapi e da qualche anno ha anche concesso la licenza per la presentazione di vari prodotti come profumi, occhiali, abbigliamento, caschi e gioielli.
Il trench, pezzo cult del guardaroba inglese e anche del nostro, è un capo must have che non passa mai di moda. È un impermeabile che trae ispirazione dalle divise militari dell'esercito inglese. Non a caso il nome completo, "trench coat", significa cappotto da trincea. L'anno di nascita ufficiale è il 1901, ma la celebre ditta inglese Burberry iniziò a produrlo nel 1856. Credo che tutti noi ne possediamo almeno uno nell'armadio, da quelli ormai più prodotti come quelli di Zara e H&M a quelli più ricercati che quasi tutte le case di moda producono.
 Per chi già lo ha appeso nell'armadio e per chi invece non si è ancora convinto a fare questo acquisto,  ecco qualche modestissimo consiglio per indossare e scegliere il trench adatto alle proprie esigenze e al proprio fisico.
 Il primo passo è scegliere la lunghezza giusta. Le lunghezze sono tre: esiste quello corto, quello medio che arriva fino a metà coscia e il classico, lungo qualche centimetro sotto il ginocchio. A mio parere la lunghezza media è la più facile e bella da portare in quanto slancia ogni tipo di corporatura.
 Dopo aver scelto la lunghezza, un dettaglio classico da tenere sempre presente è la cintura, con fibbia o semplicemente da annodare in vita. Spesso si abbina ad altre cinture all'altezza del polsi. 
Esistono trench di diversi modelli, i classici blu, nero e le diverse tonalità di beige. Ma anche decorati, in pelle, in latex, in tessuto tecnico (come il mio in foto) con inserti in pelliccia, con bottoni-gioiello o spalline imbottite o decorati in stile militare.
Il trench è un capo versatile e, se scelto con una certa cura, puo' diventare facile da abbinare. Con panta-palazzo, ma solo se sotto si nasconde una zeppa o un tacco largo vertiginoso... molto anni '70 e molto di moda ora in passerella. Con i jeans skinny, semplici e adatti per ogni occasione.
Questo capo si abbina a qualsiasi tipo di calzatura: dagli stivali agli anfibi al classico mocassino o stringata. Sicuramente da evitare sempre a mio modesto parere sono le snakers e forse anche i tronchetti  in caviglia, che tagliano la gamba, e le décolleté spuntate completamente fuori stagione.  L'abbinamento perfetto pero' rimane sicuramente quello tra trench e stivale da pioggia. 
 Trovati gli abbinamenti giusti, possiamo provare a inventare e a mischiare un pezzo così classico alle cose più particolari e originali. Oltre che utile per il tempo brutto sarà anche divertente!
Speriamo però che domani non piova,  magari non riusciremo a indossare il trench ma sicuramente avremo un sorriso in più grazie al sole. O almeno io che sono meteoropatico. 

Buona serata a tutti!
Lorenzo.